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SOS Nepal, da Ghemme all’Himalaya: una scuola, un ospedale, una casa per 25 bambini e lo squash

Negli anni Ottanta Renato Andorno va in Nepal a scalare con Silvio Mondinelli e decide di restituire qualcosa. Oggi il figlio Renzo porta avanti una scuola, un ospedale, una casa per 25 bambini e la prima accademia gratuita di squash del Paese. A Grigliata Mista racconta SOS Nepal.

3 min di lettura Dalla puntata di Grigliata Mista del 2 luglio 2025

Sito di SOS Nepal
SOS Nepal nella puntata di Grigliata Mista

Renzo Andorno è di Ghemme. Con la sorella porta avanti il negozio di foto e ottica aperto dal padre Renato nel 1968: lei si occupa dell’ottica, lui di video e fotografia. Ma una parte della sua vita è a migliaia di chilometri, in Nepal. A Grigliata Mista, con Matteo Sella e David Deluxe, racconta perché.

Tra gli anni Ottanta e Novanta il padre va in Nepal a scalare con l’amico Silvio Mondinelli, l’alpinista che ha salito tutti gli Ottomila. Lì decidono di fare qualcosa per quel Paese e fondano un’associazione, gli Amici del Monte Rosa. Renato riprende le spedizioni con la telecamera, e i fondi arrivano soprattutto dalle serate in cui presentano i video delle scalate, oltre che da aziende che credono nel progetto.

Nasce così la scuola di Namche Bazar, nella valle dell’Everest, inaugurata nel 2000. Nel 2002 Renato muore e lascia ai figli quella che Renzo chiama «una bella gatta da pelare»: lui in Nepal non c’era mai stato. Con l’aiuto di fondazioni, privati e aziende, nel 2005 apre in sua memoria l’ospedale di Malekhu, un villaggio sulla strada tra Kathmandu e Pokhara, dove gli incidenti sono continui: 50 posti letto, 25-28 persone al lavoro ogni giorno, tra 3.500 e 4.000 interventi all’anno.

Ci ha chiamato, voi cosa avreste fatto? Lanci il cuore oltre l’ostacolo e corri.

— Renzo Andorno, SOS Nepal

Il terremoto e una casa per 25 bambini

In Nepal, spiega Renzo, chi realizza un progetto ha il terreno gratis, ma dopo dieci anni la struttura passa alla comunità: oggi scuola e ospedale sono dei nepalesi. Poi, il 25 aprile 2015, il terremoto. Era sabato e la scuola era chiusa: i bambini si sono salvati tutti, la scuola no. Con l’aiuto di altre associazioni l’hanno ricostruita in un anno e mezzo. L’ospedale ha retto, ma il personale è tornato nei villaggi ad aiutare le famiglie e ci sono voluti quasi due anni per farlo ripartire.

Nel 2016 nasce SOS Nepal, che riprende le attività. Nel 2017 stavano pensando di fermarsi, tra il lavoro e la raccolta fondi. Ma il loro partner nepalese chiama: nove bambini sono stati sfrattati da una casa di accoglienza, perché una onlus italiana non aveva rispettato le regole su affitti e stipendi. Renzo non ci pensa due volte.

In pochi giorni trovano una nuova casa, fanno tutti i contratti in regola e assumono una direttrice che segue i bambini. Erano nove, oggi sono 25, dai 7 ai 16 anni: SOS Nepal li segue per tutto il percorso scolastico, e alcuni sono andati all’estero per l’università. Il progetto si chiama Smile of Nepal, e sul suo sito si vede in tempo reale come crescono. I soci fondatori di SOS Nepal sono sette, quasi tutti di Ghemme.

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Lo squash, per i ragazzi e soprattutto per le ragazze

Renzo è anche giocatore e allenatore di squash. Un giorno a Kathmandu chiede dove si possa giocare, finisce in un circolo con quattro campi e conosce il numero uno del Nepal e suo padre, che lo allena. Da lì comincia ad allenare i ragazzi; il Covid ferma tutto per due anni, e nel 2022 parte il programma con la nazionale.

Al momento della registrazione, all’inizio del 2025, stava per aprire lo Squash Training Camp, la prima accademia di squash gratuita del Nepal: quasi 40 bambini principianti. SOS Nepal sostiene anche gli otto atleti della nazionale con un contributo simile a uno stipendio, a patto che si allenino almeno tre ore al giorno. Ma per Renzo lo sport conta soprattutto come riscatto sociale: dà ai bambini un posto dove sfogarsi, fare squadra e rispettare delle regole, e alle ragazze, che in Nepal sono spesso tenute a casa a lavorare, due o tre ore al giorno tutte per loro.

Il sogno è portare un ragazzo nepalese alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, dove lo squash debutterà. Un’impresa, ammette. Intanto invita chiunque a passare una settimana in Nepal per vedere i progetti e godersi la bellezza del Paese: ci sono amici che tornano ogni anno, e le fondazioni che li sostengono mandano regolarmente qualcuno a controllare che tutto funzioni.

Domande e risposte

Che cosa fa SOS Nepal?

È un’associazione di Ghemme che sostiene progetti in Nepal: una scuola nella valle dell’Everest, l’ospedale di Malekhu, una casa di accoglienza per 25 bambini (Smile of Nepal) e un’accademia gratuita di squash.

Come è nata SOS Nepal?

Dall’esperienza di Renato Andorno e dell’alpinista Silvio Mondinelli, che negli anni Ottanta e Novanta fondarono un’associazione per il Nepal. SOS Nepal nasce nel 2016 e oggi la porta avanti il figlio Renzo.

Come si può aiutare SOS Nepal?

Dai siti sos-nepal.org e smileofnepal.com si possono seguire i progetti e fare una donazione. Renzo invita anche ad andare in Nepal a vederli di persona.

Dove si trova SOS Nepal?

La sede è a Ghemme, in Via Novara 17.

Testo scritto dalla redazione IMLAND il 24 ottobre 2026 a partire dalla puntata di Grigliata Mista: le parole tra virgolette sono quelle dette in trasmissione.

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