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BGS, la sicurezza sul lavoro come investimento: antincendio, ruoli e controlli spiegati semplici
Christian Borsoi ha fondato BGS nel 2008 dopo anni in una grande azienda nazionale. In tre puntate di Istruzioni per l’uso, con Chiara dell’ufficio tecnico e con Jessica, spiega estintori, figure della sicurezza, corsi, visite mediche e controlli. E perché la sicurezza non va vissuta solo come un obbligo.
BGS si occupa di sicurezza sul lavoro e antincendio. Ha sede a Romagnano Sesia e segue clienti in tutta Italia. A Istruzioni per l’uso, il podcast di Alberto Colpo dedicato ai professionisti, la raccontano il titolare Christian Borsoi e Chiara, che gestisce l’ufficio tecnico e i tecnici manutentori.
L’azienda nasce nel 2008 da un’idea di Christian, dopo molti anni passati in una grande azienda nazionale che gli aveva fatto ricoprire ruoli importanti e girare il territorio. Oggi BGS segue il cliente a 360 gradi: aiuta a scegliere prodotti e servizi per rispettare le norme, gestisce e mantiene gli impianti, organizza le visite mediche e soprattutto la formazione, che secondo Christian è uno degli aspetti più importanti e di solito viene sottovalutata.
La sicurezza sul lavoro deve essere trattata non solo come un obbligo, non solo come una spesa, ma come un investimento per la propria azienda.
— Christian Borsoi, BGS
Chi deve avere gli estintori
Spiega Christian che gli obblighi riguardano soprattutto due tipi di attività. Le aziende soggette alla normativa sulla sicurezza sul lavoro, cioè quelle con dipendenti o con soci che lavorano in azienda: per la sicurezza, il socio lavoratore conta come un dipendente. E le attività soggette al controllo dei Vigili del fuoco, che per il tipo di rischio devono seguire le norme di prevenzione incendi.
C’è poi un caso a cui pochi pensano: negozi e uffici. Anche se il titolare lavora da solo, sono locali aperti al pubblico, e spesso un estintore serve. E c’è la casa: Christian racconta di aver visto, a un convegno, che a fronte di circa diecimila interventi dei Vigili del fuoco per incendi nelle aziende ce ne sono oltre 30.000 nelle abitazioni. Non perché le case siano più a rischio, ma perché lì si fa meno prevenzione.
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Quale estintore e dove metterlo
Gli estintori in commercio sono di tre tipi: a polvere, a schiuma e ad anidride carbonica (CO2). Fanno tutti lo stesso lavoro, ma ognuno è adatto a certe classi di fuoco; quello a CO2 di solito si aggiunge per apparecchiature e quadri elettrici. Nel momento del bisogno, nota Christian, è difficile avere la tranquillità di scegliere.
E no, l’estintore non serve a tenere aperte le porte, scherzano. Se ce n’è uno solo, va vicino all’uscita di emergenza. Nelle strutture più grandi serve un progetto di un professionista antincendio; come indicazione, spiega Christian, se ne mette uno ogni 150–200 metri quadrati, almeno uno per piano, e nessuno deve fare più di 30 metri per raggiungerne uno.
Poi la manutenzione, di cui si occupa la squadra di Chiara: per estintori e dispositivi di base il controllo è ogni sei mesi, per alcuni impianti anche ogni tre. A questa si aggiunge la manutenzione straordinaria, con la sostituzione dell’agente estinguente, e il collaudo periodico dell’involucro. Ogni tipo di estintore ha scadenze diverse. E un estintore dimenticato in casa, osserva Alberto, rischia di non funzionare proprio quando serve.
Un partner, come il commercialista
Per Christian il problema è che le norme hanno portato a vivere la sicurezza solo come un obbligo, mentre la prevenzione resta la cosa più importante. Per questo BGS accompagna il cliente verso la scelta migliore, che sia un dispositivo, un corso, una consulenza o una compartimentazione, non solo verso quella che basta per essere in regola.
Il paragone, che Christian fa e Alberto riprende, è con il commercialista: l’imprenditore ha tante cose da fare e non può restare aggiornato su scadenze e norme che cambiano. BGS cerca di essere un partner che lo segue nel tempo, anche quando l’azienda cresce o cambia. E tutto, conclude Christian, si regge sulla fiducia.
Chi fa cosa nella sicurezza sul lavoro
Nella seconda puntata Christian torna a Istruzioni per l’uso con Jessica. Per lui la sicurezza sul lavoro è ormai un costo fisso per tutte le aziende, come il commercialista o l’assicuratore: un investimento da mettere a budget all’inizio dell’anno. Con il decreto legislativo 81 del 2008, osserva, è cambiato anche il modo di lavorare: prima si parlava di più di prevenzione, oggi di documenti, scadenze e controlli. E spesso BGS viene chiamata quando il fatto è già accaduto, dopo un controllo o un infortunio, quando è difficile programmare bene gli interventi.
Christian non nasconde i suoi dubbi su come sono impostati i controlli. Porta l’esempio della Germania: chi controlla segnala le anomalie e lascia 30, 60 o 90 giorni per sistemarle, e la sanzione arriva solo se al secondo controllo non sono state eliminate. In Italia invece si parte dalla sanzione. Secondo lui la normativa andrebbe rivista e semplificata, mettendosi di fianco agli imprenditori e ai lavoratori, e soprattutto andrebbe cambiato il sistema dei controlli.
Jessica spiega che cos’è la sicurezza sul lavoro: l’insieme delle misure tecniche e organizzative che tutelano il lavoratore mentre lavora, con lo scopo di tornare a casa la sera con lo stesso numero di arti e di neuroni con cui si è usciti al mattino. Il testo che la regola, scherza, si potrebbe usare come mattone per tenere aperte le porte: sono circa duemila pagine.
Le figure sembrano acronimi incomprensibili, ma per Jessica sono una divisione dei compiti. Il datore di lavoro ha due compiti che non può delegare: contribuire al documento di valutazione dei rischi (DVR) e nominare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), un consulente tecnico che analizza gli ambienti, individua le criticità e propone soluzioni. Il preposto, il capo cantiere o capo squadra, controlla che procedure e dispositivi di protezione vengano usati nel modo giusto. Il medico competente fa le visite di idoneità alla mansione. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), eletto dai colleghi, segnala anomalie e suggerisce miglioramenti. E gli addetti alle emergenze, formati per il primo soccorso e l’antincendio, guidano l’evacuazione e intervengono nei primi minuti.
Nominare e formare queste persone spetta all’azienda; BGS offre i corsi per gli addetti al primo soccorso e all’antincendio e quelli per le attrezzature, come carrelli elevatori, piattaforme di lavoro elevabili (PLE) e trattori. Ogni corso ha una sua validità: oggi, spiega Jessica, cinque anni per le attrezzature, tre per il primo soccorso e cinque per l’antincendio con la nuova normativa. E chi esce dai corsi di primo soccorso, racconta, spesso le dice che era obbligato a farlo ma ha imparato cose che può portare a casa.
Sulle responsabilità Christian è netto: il datore di lavoro che ha un consulente per la sicurezza e un’azienda per la manutenzione antincendio pensa di aver risolto, ma la responsabilità finale ricade comunque su di lui. Per questo la responsabilità più importante, per Christian, è scegliere bene a chi affidarsi, guardando a persone serie e preparate e non solo al prezzo. Ma ne hanno anche i lavoratori, a cominciare dall’uso dei dispositivi di protezione. Jessica aggiunge che gli incidenti più gravi capitano spesso a chi è sicuro di saper fare bene una cosa e salta un passaggio; eppure, osserva Christian, alla fine si sanziona quasi sempre il datore di lavoro.
Infine le visite mediche: sono obbligatorie e la frequenza dipende dalla mansione. Jessica insiste sulla visita preventiva, perché in alcuni casi è stata proprio quella a chiarire se una malattia era legata al lavoro. Christian aggiunge la visita di fine rapporto, che dimostra che il lavoratore stava bene quando ha finito e tutela il datore di lavoro dalla malattia professionale.
Le domande più frequenti
Nella terza puntata Christian risponde da solo alle domande che gli fanno più spesso. Chi è soggetto alla normativa? Qualsiasi attività con lavoratori dipendenti: ristoranti, centri commerciali, aziende, magazzini. E una società senza dipendenti deve sapere che i soci che lavorano in azienda contano come lavoratori. Anche un ufficio con un solo dipendente è soggetto alla normativa, in misura ridotta: la valutazione dei rischi è semplice e non servono le pratiche di prevenzione incendi con i Vigili del fuoco.
I clienti arrivano grazie ai tecnici e ai consulenti presenti sul territorio e, negli ultimi anni, con il passaparola; alcuni, racconta Christian, li seguono da molti anni. Per distinguersi BGS cerca di mettersi dalla parte del cliente, fargli fare quello che è davvero necessario e programmare con lui gli interventi nel tempo. In azienda si parte da un sopralluogo, per capire l’attività e quanti lavoratori ci sono; poi si individuano con il cliente le figure del servizio di prevenzione e protezione e si passa alla fase tecnica, con l’analisi dei rischi e la formazione. Ma la cosa più importante, quella che tiene il rapporto per anni, è il monitoraggio costante.
Chi nominare addetto antincendio e al primo soccorso? Nelle realtà medio piccole Christian consiglia che sia il datore di lavoro a farsene carico, perché se viene nominato un dipendente che poi se ne va bisogna ripristinare la figura. Nelle aziende più grandi si creano vere squadre di emergenza, con addetti antincendio che fanno anche l’esame con i Vigili del fuoco. I dispositivi di protezione individuale sono a carico dell’azienda: BGS non li consegna, ma prepara la modulistica, e consegnarli facendo compilare un modulo in cui il dipendente dichiara di averli ricevuti può tutelare da una sanzione.
La visita prima dell’assunzione serve a capire se la persona è idonea alla mansione e tutela soprattutto il datore di lavoro; altrettanto importante, per Christian, è quella di fine rapporto, anche se la fanno pochissime aziende. I controlli li fanno soprattutto lo Spresal e l’Ispettorato del Lavoro, a campione o dopo un infortunio. In caso di infortunio la prima cosa è chiamare il consulente della sicurezza e il medico competente: non è il campo del fai da te. In caso di controllo il consiglio è restare calmi, chiamare il proprio responsabile della sicurezza e non prendersela con l’incaricato, che sta facendo il suo lavoro. Per le aziende soggette ai Vigili del fuoco, infine, BGS ha ingegneri interni che progettano gli impianti di rilevazione e antincendio.
Domande e risposte
Chi deve avere gli estintori?
Secondo BGS, le aziende con dipendenti o con soci che lavorano in azienda e le attività soggette al controllo dei Vigili del fuoco. Anche negozi e uffici aperti al pubblico spesso ne hanno bisogno, pur con il titolare che lavora da solo.
Che tipi di estintore esistono?
Tre: a polvere, a schiuma e ad anidride carbonica (CO2). Ognuno è adatto a certe classi di fuoco; quello a CO2 si usa di solito in aggiunta per apparecchiature e quadri elettrici.
Ogni quanto si controlla un estintore?
Ogni sei mesi per estintori e dispositivi di base, anche ogni tre mesi per alcuni impianti. In più ci sono la revisione periodica, con il cambio dell’agente estinguente, e il collaudo, con scadenze diverse per ogni tipo di estintore.
Quanto durano i corsi di sicurezza?
Ogni corso ha una sua validità: secondo Jessica di BGS oggi cinque anni per le attrezzature, tre per il primo soccorso e cinque per l’antincendio con la nuova normativa. Nominare e formare gli addetti spetta all’azienda.
Un ufficio con un solo dipendente deve rispettare la normativa sulla sicurezza?
Sì: secondo Christian Borsoi è soggetta qualsiasi attività con lavoratori dipendenti, e i soci che lavorano in azienda contano come lavoratori. Per un ufficio gli adempimenti sono ridotti: la valutazione dei rischi è semplice e non servono le pratiche con i Vigili del fuoco.
Cosa fare in caso di controllo sulla sicurezza?
Il consiglio di Christian è restare calmi, chiamare il proprio responsabile della sicurezza o consulente e non prendersela con l’incaricato, che sta facendo il suo lavoro.
Dove si trova BGS?
A Romagnano Sesia, in Via Novara 506. Lavora con clienti in tutta Italia, per sicurezza sul lavoro, antincendio, formazione e visite mediche.
Testo scritto dalla redazione IMLAND il 24 ottobre 2026 a partire dalle puntate di Istruzioni per l’uso: le parole tra virgolette sono quelle dette in trasmissione.
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