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Cabboi, l’ultimo tocco prima della boutique: da un sarto sardo all’alta moda

Nonno Luigi era un sarto arrivato dalla Sardegna, mamma Mariangela ha preso in mano l’azienda a 23 anni e l’ha portata nel lusso. Oggi Cabboi controlla, stira e prepara per le boutique i capi dei grandi marchi. A Stuzzicaziende la raccontano Giulia Bertinotti e Nicola Piacquadio.

3 min di lettura Dalla puntata di Stuzzicaziende del 15 giugno 2025

Sito di Cabboi
Cabboi nella puntata di Stuzzicaziende

Cabboi è un’azienda di Gattinara che lavora per la moda di lusso, arrivata alla terza generazione. A raccontarla a Stuzzicaziende, con David Deluxe, sono Giulia Bertinotti e Nicola Piacquadio; l’attuale titolare è Mariangela, la mamma di Giulia.

La storia comincia in Sardegna. Il nonno, Luigi Cabboi, era sarto: cuciva abiti da sposo e uniformi per i carabinieri. Il lavoro però non bastava, e intorno al 1965 la famiglia si trasferisce in Piemonte, a Romagnano Sesia, dove Luigi trova posto come operaio nelle aziende tessili. Erano gli anni in cui il distretto tessile della zona, con il cuore nel Biellese, era tra i più importanti d’Italia e attirava persone da tutto il Paese.

Devono puntare sulle persone, farle sentire valorizzate e farle sentire parte di qualche cosa.

— Giulia Bertinotti, sulle aziende del territorio

Dal laboratorio di famiglia all’alta moda

Luigi ha ambizione: oltre al lavoro in fabbrica, nel 1972 apre un laboratorio con la moglie e una sorella di lei, una piccola azienda di famiglia. All’inizio fa sartoria; poi i clienti, spesso le stesse aziende in cui lavorava, gli chiedono la fase finale del capo: lo stiro, l’imbustamento, il finissaggio. È quello che diventerà il cuore dell’azienda.

Nel 1983 Luigi non sta bene, e in azienda entra Mariangela. Ha 23 anni e voleva fare l’ispettrice di polizia, ma si sente in dovere di continuare. Le donne imprenditrici allora erano poche, e non era sempre facile trattare con un mondo di uomini. Da allora guida l’azienda da circa quarant’anni.

Fino agli anni Duemila si lavorava soprattutto per marchi della zona, molto intimo e pigiameria. Poi le produzioni si spostano all’estero, nell’Europa dell’Est, in Cina, in Nord Africa: anni difficili, in cui molte aziende chiudono. La scelta strategica, nei primi anni Duemila, è di Mariangela: alzare l’asticella della qualità e della clientela, passando dai capi di consumo all’alta moda. Una scelta che vale ancora oggi, con i grandi marchi italiani e stranieri che continuano a cercare il made in Italy.

Giulia entra in azienda nel 2008, prima occupandosi della parte amministrativa e fiscale. Nel 2016 diventa mamma, e in quel periodo in azienda entra Nicola.

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Il pezzo finale prima della boutique

Cabboi non produce: è un’azienda di servizio, «fashion service». Quando il capo è finito, lo controlla, applica le etichette di composizione, i cartellini e i bottoni richiesti dal cliente, lo stira, lo misura, lo ricontrolla e lo imbusta. Dopo, va direttamente in boutique.

È il passaggio che chiude il cerchio di tutto il lavoro fatto prima, dalla tessitura alla confezione ai bottoni: quello a cui il marchio si affida perché la qualità sia certa. Sono capi molto costosi e si cerca la perfezione. Per David Deluxe, che l’ha visitata più volte, l’azienda è pulita e in ordine come una gioielleria.

Proprio perché lavora nel lusso, spiegano, Cabboi risente meno delle oscillazioni dell’economia globale. Il che non vuol dire che basti: bisogna restare sempre sul pezzo e tenere alta l’asticella.

Domani: le persone

Oggi Cabboi ha 35 dipendenti, 29 dei quali a tempo indeterminato. Negli ultimi anni, raccontano, cinque o sei di loro, italiani e stranieri, hanno comprato casa o mandato i figli all’università: una sicurezza per le famiglie di cui l’azienda si sente responsabile.

Quello che vedono è che il lavoro premia: le aziende scelgono chi ha valori e dà risultati. La fatica, semmai, è culturale: far capire che anche il lavoro in fabbrica, di cui spesso si parla come di un lavoro svilito, ha il suo valore. Nessuna figura professionale, dicono, va sminuita. E per il domani delle aziende del territorio Giulia ha una risposta sola: le persone.

Domande e risposte

Che cosa fa Cabboi?

Servizi per la moda sul capo finito: controllo qualità, applicazione di etichette, cartellini e bottoni, stiro, misurazione e imbustamento. Dopo Cabboi i capi vanno in boutique.

Quando è nata Cabboi?

Nel 1972, come laboratorio di famiglia aperto dal sarto Luigi Cabboi, arrivato dalla Sardegna intorno al 1965. Dal 1983 la guida la figlia Mariangela.

Per chi lavora Cabboi?

Per marchi dell’alta moda, italiani e stranieri. Dai primi anni Duemila l’azienda è passata dai capi di consumo al lusso.

Dove si trova Cabboi?

A Gattinara, in Corso Valsesia 280. Oggi ha 35 dipendenti.

Testo scritto dalla redazione IMLAND il 24 ottobre 2026 a partire dalla puntata di Stuzzicaziende: le parole tra virgolette sono quelle dette in trasmissione.

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